Assessorato alla Biblioteca e Cultura - Comune di Saltrio (VA)

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Assessorato alla Biblioteca e Cultura

 
Assessorato alla Biblioteca e Cultura

Il 10 febbraio è il

Giorno del Ricordo

istituito per

"conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale."

(Legge 30 marzo 2004, n. 92)".

 

Un giorno nato per "farci rivivere una pagina tragica della nostra storia recente, per molti anni ignorata, rimossa o addirittura negata: le terribili sofferenze che gli italiani dIstria, Dalmazia e Venezia Giulia furono costretti a subire sotto loccupazione dei comunisti jugoslavi."

(Dalla Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione del Giorno del Ricordo 2020)

 

 

I FATTI COMMEMORATI NEL GIORNO DEL RICORDO

Dopo l'armistizio di Cassibile (Siracusa) dell'8 settembre 1943, con il quale l'Italia cessò le ostilità verso gli eserciti Alleati, in Istria e Dalmazia il Governo italiano smise, di fatto, di esistere.

Cominciò così una lunga serie di violenze contro la popolazione italiana residente in quei territori, motivata dalla volontà dei partigiani iugoslavi del maresciallo Tito di vendicarsi dei fascisti (violenze perpetrate però, di fatto, contro gli italiani in genere).

Quando nel 1945, alla fine della Guerra,Tito prese il potere in Iugoslavia, le violenze contro gli italiani aumentarono.

Il 1° maggio 1945 l'esercito iugoslavo occupò la città di Trieste per riprendersi i territori che, dopo la sconfitta dell'Impero austro-ungarico alla fine della I Guerra mondiale, le furono sottratti.

In appena due mesi gli italiani che vivevano in Istria, in Dalmazia e nella città di Fiume furono costretti ad abbandonare tutto e a fuggire in Italia.

Chi non lo fece abbastanza in fretta venne ucciso dall'esercito di Tito e gettato nelle fosse delle foibe o deportato nei campi di concentramento in Slovenia e in Croazia.

Il dramma della popolazione italiana nelle regioni orientali italiane non si concluse con la fine della guerra, ma solo con il trattato di pace di Parigi, firmato il 10 febbraio 1947, in seguito al quale le città di Fiume, Zara così come tutta l'Istria e le isole della Dalmazia furono annesse alla Iugoslavia. Anche tutti i beni dei cittadini italiani di quelle regioni vennero confiscati.

Questo trattato diede origine a una fuga forzata degli italiani da quelle regioni, che abbandonarono praticamente tutto ciò che avevano. Si stima che, alla fine, gli esuli italiani del confine orientale ammontassero ad un numero compreso tra le 250.000 e le 350.000 persone.

L'Italia riprese il controllo amministrativo della città di Trieste solamente il 26 ottobre 1954 (con il Memorandum di Londra), quando la città cessò di essere territorio internazionale (ossia amministrato dalla comunità internazionale e dalla Iugoslavia) e tornò a far parte dell’Italia.

Fu però solo nel 1975, con il Trattato di Osimo, che fu sancita di fatto la separazione territoriale esistente nel Territorio Libero di Trieste dal '54, rendendo definitive le frontiere fra l'Italia e l'allora Jugoslavia.

A conclusione di questo lungo e travagliato trentennio, la nostra nazione aveva ceduto alla Jugoslavia gran parte della Venezia Giulia (Fiume e le isole del Quarnaro, la quasi totalità dell'Istria costiera da Ancarano a Cittanova, oggi rispettivamente in Slovenia e Croazia, e gli altopiani carsici a est e nord-est di Gorizia) e parte dell'attuale provincia di Trieste. 

 

PERCHE' E COME RICORDARE

Perchè "non possiamo sapere chi siamo e chi saremo senza prima sapere chi siamo stati" (Avv. Sissy Corsi).

E perchè, come ci ha ricordato anche il Presidente Mattarella, gli eventi sopra ricordati fanno parte "a pieno titolo della storia del nostro Paese e dellEuropa".

Uno strumento importante per mantenere vivo - e tramandare - il ricordo, è quello di ascoltare la voce dei testimoni e di chi è stato direttamente coinvolto negli avvenimenti.

Per questo l'Amministrazione Comunale di Saltrio - Assessorato Cultura e Biblioteca, in questo giorno e tempo del Ricordo, propone a tutta la cittadinanza un momento di approfondimento e riflessione attraverso la lettura dell'articolo

10 febbraio: Giorno del Ricordo.

Scomparsi senza ritorno.

scritto dalla nostra concittadina Maria Rovis Franzi, esule istriana, per il giornale "Casanostra".

Inoltre, è possibile seguire

l'intervista curata dall'Assessore alla Cultura del Comune di Malnate, Dott.ssa Carola Botta,

a Pier Maria Morresi (Presidente del Comitato Provinciale di Varese dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia)

e agli esuli istriani Antonio Barbieri e Maria Rovis Franzi.

Infine, ricordiamo che

in biblioteca sono disponibili alla consultazione e al prestito

libri per adulti e ragazzi e materiale documentario, anche multimediale,

riguardanti quei drammatici eventi che - ci auguriamo - le generazioni future potranno raccontare al passato, aggiungendo con fiduciosa speranza l'avverbio

"MAI PIU'

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