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Un ricordo di Pompeo Marchesi nel 150° anniversario della morte - 6 febbraio 1858 - (a cura di Amerigo Sassi)
Il 6 febbraio 1858 moriva a Milano lo scultore neo classico Pompeo Marchesi, all’età di 75 anni, che fu allievo di Antonio Canova. Il padre Carlo Gerolamo Marchesi, scultore del Duomo di Milano, lo portò a Milano per fargli frequentare l’Accademia di Scultura di Brera. Da quel momento ebbe inizio la sua brillante carriera artistica, frequentò i corsi accademici con ottimi risultati, tanto da essere inviato a Roma con Fontana per perfezionarsi ulteriormente nelle sue doti artistiche sotto la guida del grande maestro Antonio Canova. Rientrato a Milano, iniziò la sua attività artistica presso il Duomo, ma ben presto seppe affermarsi ed introdursi con successo negli ambienti più ricercati della cultura e del patriziato milanese. Nel 1826 venne nominato professore supplente di scultura a Brera poi nel 1849 con incarico definitivo e che mantenne fino al 1852, egli è ricordato come Maestro di Brera. La sua attività fu intensa, ed a Milano sono conservate numerose opere di rilievo e di importanza storica: gli “Altorilievi dell’Arco della Pace”, le due statue dei Caselli Daziari, ora Porta Nuova, il colossale monumento dedicato a Cesare Beccaria, le numerose statue del Duomo di Milano e della Basilica di San Carlo al Corso, oltre a molti altri ricordati dagli studiosi dell’arte scultorea. Venne nominato scultore della Casa d’Asburgo a Vienna ove si trovano numerose opere, in particolare da ricordare il "Monumento a Francesco I" e “Venere che disarma amore”. I suoi lavori sono collocati in parecchie città lombarde e non, a Torino nella Cappella della Sacra Sindone la statua ad Emanuele Filiberto, a Novara il monumento a Carlo Emanuele III. A Milano creò uno studio definito un vero e proprio museo ne fece dono alla città di Milano come segno di riconoscenza e di gratitudine, al fine di garantire una continuità scultorea; le sue finalità però non vennero attuate e molte opere in gesso od in marmo andarono distrutte o disperse. Lo scultore saltriese riconobbe l’evolversi del pensiero neo classico, tuttavia egli rimase fedele ai principi avuti dal suo maestra Antonio Canova. Venne sepolto a Saltrio nella cappella di famiglia, fatta recentemente restaurare dall’Amministrazione Comunale di Saltrio. Presso la Chiesa di San Giorgio è conservato un altorilievo raffigurante la “Deposizione di Cristo” recante la scritta “Dono fatto dallo scultore Pompeo Marchesi alla sua Patria”. La stessa Amministrazione Comunale alcuni anni fa, patrocinò la pubblicazione di alcuni libri a lui dedicati e aquistò tre suoi busti conservati presso gli uffici comunali. Pompeo Marchesi è entrato nella storia artistica della scultura con continue attenzioni da parte di studiosi e critici. Nel 150° anniversario della sua morte si riepilogano fatti ed avvenimenti di questi ultimi anni ed in parte ignorati: tesi di laurea – mostre – opere conservate presso alcuni musei od inedite vendute all’asta. Tesi di laurea Tesi di laurea Jeanette Stagies di Hanau (Germania) Il 28 ottobre 1996 sostiene la tesi di laurea presso l’Università di Francoforte sul Reno con esito brillante sui più importanti monumenti di personaggi storici delle varie epoche eseguiti in Italia ed all’estero. Valentina Cattaneo – Stezzano Anno 2004-2005. Università di Milano facoltà di Lettere e Filosofia – tesi di laurea dal titolo “L’attività di Pompeo Marchesi in territorio bergamasco. Gli interventi nella chiesa parrocchiale di Stezzano”. Anno 2005 – Valentino Rubetti Studio sulla scultura del Giovin Nazzareno conservata presso il Palazzo Tosio di Brescia. Trattasi di uno studio artistico e scientifico che pone in evidenza l’interessamento dell’opera riprodotta dallo scultore per ben cinque volte e conservate: presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano – Villa Mylius di Loveno (Menaggio) – San Pietroburgo – Hermitage opera commissionata dal Principe ereditario di Russia Alessandro Nicolaevic a Milano nel 1839 – Stati Uniti commissionata da un certo Jackson, si ignora la sua collocazione. Le mostre Le mostre rappresentano un importante punto di riferimento per la valorizzazione di un artista, se ne citano alcune dove Pompeo Marchesi è presente con alcune opere di estremo interesse. Roma 7 marzo 2003 – 29 giugno 2003 Mostra “Maestra di Roma Universale ed eterna da Napoleone Bonaparte all'Unità d'Italia" – assume un carattere internazionale in quanto è patrocinata dal Presidente della Repubblica, lo scultore saltriese è presente con una scultura del tutto inedita: “l’Italia madre delle arti”. Massa Carrara 13 maggio 2000 – 27 agosto 2000 Mostra sotto il titolo “Sotto il Cielo di Roma” – Scultori Europei dal Barocco al Verismo nella collezione dell’Hermitage. E’ una mostra di carattere internazionale che fa riferimento ad artisti che operano a Roma dal 1790 al 1900. L’opera presentata fa riferimento al busto del Principe ereditario di Russia Alessandro Nicolaevic ed eseguita nel 1839 a Milano. Milano 23 dicembre 1998 – 6 giugno 1999 Mostra della “Restaurazione alle Cinque Giornate”. Patrocinata dal Comune di Milano esprime il periodo patriottico e storico dell’occupazione asburgica di Milano e della Lombardia. Pompeo Marchesi è presente con l’alto rilievo “L’Italia maestra delle arti”. Compiègne 25 novembre 2004 – 31 marzo 2005 Mostra del 200° anniversario dell’Impero Napoleonico – la mostra esprime un carattere internazionale per la figura di Napoleone Bonaparte e delle sue gesta. E’ stato presentato il busto dell’Aiglon e Duca di Reichstadt, figlio di Napoleone, morto in giovane età. L’opera venne commissionata dalla madre Maria Luisa d’Austria e duchessa di Parma. Milano 12 ottobre 2006 – 4 novembre 2006 E’ una mostra organizzata dall’antiquario Walter Padovani sotto il titolo “Ritorno al marmo”. Pompeo Marchesi è presente con il busto del patriota Bazzoni ed uno dal titolo “Nobile Lombardo”. Le sue opere in alcuni musei Roma Museo Praz Testa di Ignota – firmata e datata 1838. Ginevra – Museo d’arte e storia Rilievo dal titolo “Giovinetta morsicata da una vipera” reca la scritta “Marchesi di Milano 1850”. Zagabria Busto della contessa Sofia Jelavic. L’opera conservata risalirebbe al 1855. Cambridge – Inghilterra – Museo Fitzwilliam Sono conservate: “La Venere Pudica” e la “Pia Contrita”. Le due opere sono state segnalate dalla dott.ssa Luisa Vertova di Firenze sulla pubblicazione “Giorni e Studi – Mille anni di arte contemporanea”, mediante un confronto con le opere dell’Hayez e con particolare riferimento alle veneri sotto il profilo artistico. Le opere appartenevano al Conte Pompeo Litta e custodite a Villa Litta di Lainate. Sono state acquistate nel 1974 e provenienti da un palazzo romano. La studiosa, sempre sulla pubblicazione citata, segnala un busto di Felicita Cacciatori, presso privati di Firenze. L’opera venne donata da Pompeo Marchesi a Benedetto Cacciatori come senso di riconoscenza per l’aiuto e la collaborazione data durante la sua assenza da Milano per impegni di lavoro. Un’opera poco conosciuta – Rovereto – Santuario della Madonna del Monte Cappela Famiglia Tacchi – Altorilievo dedicato a Gaetano Tacchi di origine comasca. Opera risalente al 1833. Ospedale di Sondrio Busto di Omobono Pelosi. Le vendite all’asta Diverse sono le messe all’asta di opere scultoree effettuate da prestigiose case d’asta che erano rimaste poco conosciute. Busto della Duchessa Maria Visconte di Modrone – Altorilievo di Ercole e Dejanira, opera colossale di natura mitologica, commissionata dal Duca d’Orleans nel 1837 ed appartenuta allo stilista Versace – “Allegoria dell’ispirazione letteraria”, inedita – “Odisseus” – “Personaggio femminile d’artista ignoto”. Non si può mancare di segnalare l’altorilievo conservato a Dongo nella Cappella di Famiglia del dott. Sormani che rappresenta la scomparsa di ben sette figli dello stesso tutti in tenera età.
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